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GREST 2019

GREST 2019
Grest - Bellastoria 2019

Fare della propria vita una storia d’amore: questo è il leitmotiv del Grest 2019. A San Giorgio circa 500 tra bambini, animatori, responsabili, preti e volontari hanno camminato fianco a fianco per tre settimane, tra giochi, attività, laboratori, gite e preghiere, consapevoli di stare inseguendo un orizzonte comune. Immersi nell’ambientazione della favola di Pinocchio abbiamo capito che diventare uomini è la bella storia a cui siamo chiamati, vivendo le circostanze e gli incontri della vita. Come il burattino Pinocchio, che alla fine riesce a diventare un bambino in carne ed ossa, anche noi guardando alla promessa che Dio fa all’uomo: “Io sarò con te”, siamo invitati ad affidarci; a credere che una cosa non scelta da me, capitata, possa essere buona per la mia vita. In queste settimane abbiamo riflettuto su quattro grandi tematiche della vita: Nascere: riconoscendo la gratuità di questo dono e con esso la promessa di bene che Dio ci ha fatto; Crescere nella relazione con chi ci sta attorno; Desiderare: fidandosi del prossimo e guardando al futuro; ed infine Compiere il nostro cammino, affidandoci, consapevoli che non sarà tutto in discesa, ma perseverando. Non sono mancate anche le proposte per gli animatori adolescenti, che hanno partecipato a serate di riflessione, tornei, serate eleganti e progetti di integrazione. In questi momenti ed in quelli precedenti di formazione hanno avuto la possibilità di crescere, imparare a dialogare tra di loro e responsabilizzarsi nei confronti dei più piccoli. Come ha detto la filosofa Simone Weil: amare qualcuno è dargli realtà, riconoscere che è e lasciare che sia secondo il suo desiderio, il suo progetto, le sue possibilità. È fare in modo che il desiderio si avveri, il progetto si realizzi, sia raccontabile. E noi ci auguriamo che tutti abbiano qualcosa di bello da raccontare di questo Grest.
                                                                                             
Marina Bonato


ARTICOLO pubblicato sulla cittadella del 7 luglio 2019

“Io sarò con te” è la promessa che Dio fa all’uomo. Una promessa che ci invita a credere che tutto ciò che capita avvenga per una ragione ben precisa e che anche se non lo scegliamo, possiamo trarne dei buoni frutti. È proprio questo lo spirito del Grest 2019, fare della propria vita una Bella Storia, d’amore.
300 sono i bambini iscritti quest’anno alla parrocchia di San Giorgio Martire, seguiti da un efficiente gruppo di 120 animatori e circa 27 responsabili. Ogni giorno 10 volontari lavorano in cucina e dietro le quinte e la supervisione dei 4 preti è fondamentale. Tutto ciò ha reso possibile il buon funzionamento di quella che ci piace definire macchina del Grest, nella quale ognuno lavora e collabora per creare qualcosa di più grande.
Tra balli, giochi, laboratori e preghiere i ragazzi si misurano, mettendo alla prova le proprie abilità e le proprie forze con l’obiettivo ultimo di far divertire e divertirsi.
Gli animatori hanno un ruolo chiave e perciò a loro è dedicato il periodo che precede le settimane effettive di Grest. La formazione ha contribuito al raggiungimento di una maggiore consapevolezza di sé stessi, attraverso quattro tappe fondamentali: nascere, per ricordare la propria origine; crescere, per avere consapevolezza del cambiamento che porta ad intessere le relazioni nel corso della vita; desiderare, per capire cosa si è disposti a fare per realizzare i propri sogni; compiere, per mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti e mettersi in gioco.
Agli animatori sono state anche dedicate alcune serate durante il Grest. I tornei di beach volley ed i giochi sono un appuntamento che ogni anno viene riproposto ed apprezzato. L’attesissima serata elegante si è svolta nel chiostro della biblioteca Gino Baratta di Mantova: oltre a musica e foto ricordo, i ragazzi si sono scervellati per trovare la soluzione di un gioco realizzato dai loro responsabili, che vedeva come protagonisti i personaggi di Pinocchio, anche se con un leggero riadattamento della storia. Non sono di certo mancati momenti di preghiera e, per la prima volta, è stata organizzata una visita al quartiere di Lunetta, per osservare da vicino il frutto del progetto Without Frontiers, che mette in primo piano i lavori che alcuni street artists hanno compiuto sui muri dei palazzi.
La serata finale si è tenuta venerdì 28 giugno. Dopo molti anni sono stati ripristinati i giochi a stand e bambini, genitori e animatori hanno partecipato tentando di accaparrarsi il maggior numero di punti possibile per la propria squadra. La serata è poi proseguita con un pic-nic presso lo spazio verde che affianca il nuovo oratorio: un’idea più che azzeccata per rappresentare appieno il senso di comunità, che ha riscosso un grande successo. Lo spettacolo ha concluso e riassunto lo splendido percorso di tre settimane; ognuno ha offerto il proprio contributo, rafforzando e migliorando il risultato finale. Definire tale serata coinvolgente è forse limitativo, poiché chiunque fosse passato di lì anche solo per qualche istante, si sarebbe accorto di quella grande folla colorata e rumorosa e di quanto essa risplendesse.
La serata non poteva rappresentare in modo migliore la Bella Storia, quella che ci unisce, quella che tutti noi costruiamo con impegno ogni giorno, quella che alla fine ci fa capire che ne è valsa la pena. Tra abbracci e qualche lacrima bambini e ragazzi si sono salutati:
“Grazie, all’anno prossimo”.

Sara Bettoni