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Papa Francesco: La fede dà certezze per incontrare (contributo di Tiziano Manzoli)

martedì 10 settembre 2013

Papa Francesco: La fede dà certezze per incontrare (contributo di Tiziano Manzoli)Dagli interventi di Papa Francesco, propongo questo schema semplice:

E' una sollecitazione ricevuta ascoltando le parole di Stefano Pichi, portavoce del Meeting di Rimini, dette domenica 25 agosto 2013 a “Sua Immagine” su RAI 1: «Riprendo alcune parole dette da Papa Francesco qualche tempo fa “Noi dobbiamo creare una cultura dell’incontro senza però negare le certezze, senza però arrivare a barattare le certezze che abbiamo nella nostra vita”. Secondo me il pregiudizio in questo nostro mondo e in questo tempo, nasce dal fatto che se tu hai una certezza che apre al mondo, disposto a parlare con tutti nel dialogo, ma con la tua certezza, questo crea immediatamente un pregiudizio a fronte, credo, del nichilismo, oppure del va tutto bene, per cui bisogna rispettare tutto e tutti, che è vero, però quando uno propone una propria verità e certezza, subito nasce il pregiudizio».

1. Il cristiano: uomo d’incontri.
20-05-2013 Il cristiano è per una cultura dell’incontro, uscendo in periferia, perché la fede è incontro con Gesù.
08-05-2013 Il cristiano dialoga con tutti, costruisce ponti per annunciare la Buona Notizia, senza condannare nessuno, sapendo che l’annuncio della Verità, dipende dallo Spirito. È stato il modo di fare di Gesù e S. Paolo. Una volta tra i cristiani c’era la difesa della fede con i muri, ma era sbagliato. Abbiamo il coraggio di essere sicuri, anche se sbagliamo, perché quelli che non camminano per non sbagliarsi, fanno già uno sbaglio più grande.

2. Con gioia, coraggio e certezze.
10-05-2013 La gioia, è un dono del Signore che ci riempie dentro. Questa gioia è nella sicurezza che Gesù è con noi. L’uomo gioioso è un uomo sicuro (con certezze). Così la gioia deve andare, non può restare ferma, è una virtù pellegrina.
07-07-2013 Rallegratevi ed esultate, sfavillate di gioia e non abbiate paura delle consolazioni di Dio e così consolate: è una missione, la gioia di consolare come Dio.
06-09-2013 Quando c'è lo sposo, non si digiuna, non si può essere tristi. Il cristiano è fondamentalmente gioioso. Così è la vita cristiana, perchè ha questo atteggiamento gioioso del cuore. Ci sono momenti di croce e di dolore, ma sempre c'è quella pace profonda della gioia, perchè la vita cristiana si vive come festa, come le nozze di Gesù con la Chiesa. Gesù fa questa festa di nozze e ci chiede la gioia della festa. Che il SIgnore ci dia a tutti noi, la grazia di avere sempre questa gioia, come se andassimo a nozze.

3. Non chiude i suoi talenti.
24-04-2013 Un cristiano che si chiude in se stesso non è un cristiano, non sotterra il suo talento, le ricchezze spirituali, intellettuali e materiali, ma si apre all’altro, trasmette. Noi siamo per fede, giustificati e salvati per grazia. Da soli non possiamo nulla.

4. Perché Cristo è risorto.
03-05-2013 Il coraggio dell’annuncio, la fede va trasmessa, ma qual è la fede fondamentale? Fede in Gesù risorto, che ha cancellato i peccati (e ci dà la sua Vita Eterna). Nella storia della Chiesa sono stati tanti, tanti che hanno voluto come un po’ sfumare questa certezza forte.
10-09-2013 Il punto chiave è Gesù risorto. Però ci sono tanti cristiani senza Risurrezione, cristiani senza Risorto. Accompagnano Gesù fino alla tomba, piangono, gli vogliono tanto bene, ma fino a lì. I timorosi temono di pensare alla Risurrezione. I vergognosi pensano che confessare che  Gesù è risorto dà vergogna in questo mondo. I trionfalistici non credono nel loro intimo nel Risorto, vogliono fare loro una risurrezione più maestosa, vera. Questi cristiani sono così perchè nel loro intimo non credono profondamente nel Risorto. (E come conseguenza non pensano neppure che la nostra fede contempli la loro risurrezione per la Vita Eterna).
31-03-2013 Cristo è risorto: questa è la Buona Notizia, è entrato nella vita gloriosa di Dio con la nostra umanità. È risorto una volta per sempre e per tutti. Perché Dio è vita, solo vita e la sua gloria siamo noi!
22-05-2013 Il Signore col suo sangue, ci ha redenti tutti, non soltanto i cattolici, anche gli atei. Tutti abbiamo il dovere di fare il bene perché è una questione di fede, è la nostra carta d’identità che Dio ha dato a tutti, perché tutti siamo suoi figli. Evangelizzare è missione della Chiesa, non solo di alcuni, ma di tutti, ognuno è evangelizzatore uscendo da se stesso, diventa annunciatore della Buona Notizia e del Regno: a voce alta e con franchezza e coraggio, in ogni tempo e luogo. Sentiamo la dolce gioia di evangelizzare, perché annunciare dà gioia.
10-04-2013 Cosa significa per la nostra vita, la risurrezione? Perché senza di essa è vana la nostra fede? Noi siamo rigenerati per una speranza viva (certezza), per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Noi dobbiamo avere per primi questa speranza che non viene mai meno, che non delude. Non la speranza che svanisce. La speranza cristiana (o certezza) è forte, sicura, solida, aperta all’eternità, fondata su Dio sempre fedele con noi. E noi dobbiamo render ragione di questa speranza (certa). Indichiamo il Cristo Risorto. Indichiamolo con l’annuncio della Parola, ma soprattutto con la nostra vita di risorti.
03-04-2013 Questo è il centro del messaggio cristiano. Senza questa fede, la nostra speranza è debole, non sarà neppure speranza. “Se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede”. Proprio la risurrezione ci apre alla grande speranza: la Vita nel futuro eterno di Dio, alla certezza che la morte è vinta. La risurrezione di Gesù è la nostra più grande speranza (certezza). Perché apre la nostra vita e la vita del mondo al futuro eterno di Dio. A voi dico: portate avanti questa certezza: il Signore è vivo e cammina al nostro fianco nella vita. Questa è la vostra missione!

5. Il cristiano annuncia così una Verità certa.
28-08-2013 Perché tutti sappiano. Non ci si chiude in se stessi come chi è già arrivato. È l’inquietudine di annunciarLo con coraggio.
28-07-2013 Attenzione, però! Gesù non ha detto: se volete, se avete tempo, andate, ma ha detto: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”. Condividere l’esperienza della fede, testimoniare la fede, annunciare il Vangelo è il mandato che il Signore affida a tutta la Chiesa, anche a te. Non ci sono confini, non ci sono limiti: ci invia a tutti. Il Vangelo è per tutti e non per alcuni. Non è solo per quelli che ci sembrano più vicini, più ricettivi, più accoglienti. E’ per tutti. Qualcuno potrebbe pensare: “Non ho nessuna preparazione speciale, come posso andare e annunciare il Vangelo?”. Caro amico, la tua paura non è molto diversa da quella di Geremia, abbiamo appena ascoltato nelle lettura, quando è stato chiamato da Dio a essere profeta. «Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perché sono giovane». Dio dice anche a voi quello che ha detto a Geremia: «Non avere paura [...], perché io sono con te per proteggerti» (Ger 1,7.8). Lui è con noi! “Non avere paura!”. Quando andiamo ad annunciare Cristo, è Lui stesso che ci precede e ci guida. Tre parole: Andate, senza paura, per servire. Andate, senza paura, per servire. Seguendo queste tre parole sperimenterete che chi evangelizza è evangelizzato, chi trasmette la gioia della fede, riceve più gioia.


06-09-2013